| I nostri Obiettivi |
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Il Comitato ha lo scopo di promuovere e sostenere l'azione per la difesa e la conservazione di Piazza Matteotti in Modena, divulgando e propugnando le ragioni della opportunità di mantenere la piazza alla sua attuale funzione, in particolar modo in opposizione alla iniziativa edificatoria sull'area della piazza e nel suo sottosuolo ed all'abbattimento degli alberi della Piazza, nonchè alla modifica del suo attuale assetto architettonico. |

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| In relazione agli interventi sui media |
- Noi siamo un Comitato e non una Associazione
- Il Comitato è composto di Residenti nella Piazza e cittadini. Il Comitato quindi non si fa portavoce delle esigenze particolari dei residenti ma più in generale dei cittadini che ne condividono le finalità.
- Ogni intervento pubblico del Comitato è firmato Comitato di Piazza Matteotti
- Ogni intervento deve essere approvato dal Direttivo e viene espresso dal suo portavoce Avv. Marco Ferraresi
- Articoli, interventi, iniziative che non hanno queste caratteristiche NON sono espressioni del Comitato di Piazza Matteotti.
12/10/2006 Il direttivo
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Alcune immagini della Piazza
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Lo sventramento


I palazzi INA

Ringraziamo l'Arch. Angelo Ferrari per le foto.


Piazza Matteotti dalla Via Emilia


Piazza Matteotti ipotesi Krier dalla Via Emilia


Piazza Matteotti ipotesi Botta dalla Via Emilia
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| Il vincolo sulla Piazza |
Il Comune di Modena in data 20-07-04 ha iscritto a ruolo il ricorso al T.A.R contro il decreto di vincolo di Piazza Matteotti. Ad Agosto i nostri legali hanno depositato l'atto di intervento al Tar a sostegno della Soprintendenza e del Ministero che, per mezzo dell'avvocatura dello Stato, ma anche attraverso memorie e controdeduzioni dello stesso Architetto Garzillo, hanno svolto una difesa effettiva ed efficace contro il ricorso del Comune.
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LO SVILUPPO PROCESSUALE
Ad Ottobre 2005 il Comune di Modena ha, con unica mossa, depositato istanza di fissazione di udienza per discuttere della istanza di sospensiva del provvedimento di vincolo posto su Piazza Matteotti, ed ha depositato contestualmente istanza di rinuncia alla richiesta di sospensiva stessa.
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Ringraziamo la Gazzetta di Modena e il Resto del Carlino che ci hanno autorizzato a riprodurre i loro articoli.
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Il Comitato Piazza Matteotti: «Edilizia, il Comune sbaglia»

«La Legge regionale dell’ Emilia Romagna n° 20 del 2000 - esordisce - detta i principi generali di pianificazione territoriale e urbanistica e all’art. 2 prescrive che essa si uniformi agli obiettivi generali di... “promuovere il miglioramento della qualità ambientale,architettonica e sociale del territorio urbano, attraverso interventi di riqualificazione del tessuto esistente; prevedere il consumo del territorio solo quando non sussistano alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione”». «Sembra che Modena Futura dell’assessore Sitta vada in direzione opposta - prosegue la nota - prevedendo uno sviluppo urbano che consuma ampie aree di territorio (invece di riqualificare l’esistente) in assenza di un incremento di popolazione e di sviluppo industriale che lo motivi. L’amministrazione, espressione del medesimo elettorato che sostiene la maggioranza che ha approvato la Legge Regionale 20/2000, lo segue compatta. Il sindaco, anzi, ha rivendicato al Comune la paternità di un meccanismo che assicura all’amministrazione vantaggi proporzionali alle cubature edilizie realizzate dai privati. E’ questo meccanismo che spiega l’orientamento politico: più costruiamo, più soldi-benefici ne traiamo tutti. Anche i progetti edilizi in Piazza Matteotti si spiegano così: un parcheggio per residenti da 200 posti auto, come quello annunciato da Sitta, è almeno doppio rispetto alle esigenze dei residenti, ma più cubatura dà più denaro al Comune: questa diventa allora l’esigenza prioritaria. Si capisce allora anche la ragione per cui nella polemica di questi giorni, Sitta è stato paragonato a Berlusconi: per entrambi edilizia e motore economico sono sinonimi. Si capisce così perché Italia Nostra sia diventato il primo avversario politico del Comune: se non c’è differenza di ideali tra i diversi schieramenti politici ed i principi contenuti nelle leggi regionali vengono ignorati da chi li ha enunciati, i fautori di una economia a servizio della qualità della vita (e non della produzione di denaro a spese dell’uomo) devono trovarsi altri alfieri».
la Gazzetta di Modena — 11 ottobre 2009 pagina 11 sezione: CRONACA
articolo originale
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